Le critiche
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da Biennale a confronto
Bruno Rosada - Critico d’Arte


Oggi più che mai la scultura ha superato, assai più che la pittura, la contrapposizione tra figurativo e non figurativo, La sua strada è sicuramente segnata, e Maggiolo la indica con chiarezza: la validità dell'opera si verifica nei contenuti, che certo, come nel caso di Maggiolo, diventano più espliciti e persuasivi per la gradevolezza dei caratteri espressivi, che la vecchia critica chiamava forma, e traggono significato anche dai titoli, che al di la del valore esplicativo, assumono talvolta anche carattere allusivo. C'è un'intrinseca classicità nell'opera di Carlo Maggiolo, che si avvale non solo del senso armoniosamente equilibrato della struttura, ma di una particolare sensibilità espressiva che trascende la realtà strutturale in se stessa, e rianima la realtà del soggetto, in una sorta di dialettica tra il reale, mai ignorato e trascurato e il creativo, che non si trasforma mai in sogno o irrealtà, perché sempre fortemente aderente alle "cose". Ma questo si verifica per il suo calarsi nell'interiorità dell'io per trarne sensazioni ed emozioni: e la cosa intravista è completamente posseduta dall'artista, diventa parte irrinunciabile di se stesso e non oggetto esterno. Il problema non è solo filosofico è anche psicoanalitico. E questo dato si accentua nella problematica di Maggiolo proprio perché si associa ad un altro dato: la scoperta del pubblico, la comprensione della necessità di un rapporto co esso. Non basta ricerca e dire una verità, essa deve essere compresa e trasmessa e per esse compresa deve piacere. In questo senso egli vive l'esigenza della comunicazione e l'esserci dell'oggetto trova nella rappresentazione la ragion sufficiente della propria essenza; e così trova significato, nell'ambito dell'essenza, la forma. Anche la luce non è più solo strumento di visione, ma diventa una realtà concreta visibile presente nell'opera ed è presente, provvista di una sua consistente esistenza. Però questa consistenza non esorcizza l'inquietudine dl vivere, che la figurazione a volte irrompente, a volte allusivamente sbiadita richiama. E questo è il senso più profondo dell'opera di Maggiolo, il contenuto concettuale che la anima e le da significato.

Bruno Rosada

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l'arte del riciclo